“Nell’agguato restò ucciso solo Diego Passafiume, la nipote e la suocera restarono ferite e diedero un contributo determinante per il prosieguo delle indagini”. Lo ha detto l’ex capitano dei carabinieri Carlo Florio, che adesso esercita la professione di avvocato e all’epoca dei fatti, ovvero 28 anni fa, era a capo della Compagnia di Cammarata. L’ex ufficiale – come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – è il primo teste ascoltato al processo a carico Filippo Sciara, 56 anni, boss ergastolano di Siculiana, accusato dell’omicidio dell’imprenditore edile Diego Passafiume, 41 anni, ucciso il 22 agosto 1993, a Cianciana.
“Un commando – ha aggiunto Florio rispondendo al pm della Dda Alessia Sinatra – fece fuoco contro la vettura dove c’era l’intera famiglia di Passafiume. La nipote e la suocera furono attinti da alcuni colpi ma restarono ferite solo lievemente. L’imprenditore venne colpito da diverse fucilate al petto e al volto”. La loro deposizione, davanti alla Corte di assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli, è stata programmata per il 22 ottobre.
Diego Passafiume, secondo quanto hanno accertato le indagini, non si sarebbe piegato alle regole che le cosche volevano imporre nella gestione degli appalti e dei sub-appalti. Si occupava di movimento terra e negli ultimi anni della sua vita stava cercando di espandersi. Nel periodo tra la fine degli anni ’80 e gli inizi del ’90, il territorio della bassa Quisquina, grazie all’incremento dei lavori edili – gli appalti per le case popolari, il rifacimento di strade provinciali, la diga Castello – fu oggetto di pressioni da parte degli esponenti di Cosa nostra. Il suo omicidio matura in questo contesto. Il giorno del suo anniversario di matrimonio – il 22 agosto 1993 – Diego Passafiume e la moglie avevano deciso di festeggiarlo insieme trascorrendo la giornata nella casa di campagna del cognato a Cianciana, dove l’imprenditore aveva da poco acquistato un terreno da adibire al deposito dei mezzi. Mentre era a bordo della sua vettura insieme alla moglie, alla suocera, alla nipote e ai suoi due piccoli bambini, Passafiume decise di fermarsi e scattò l’agguato.
