Femminicidi, morti ammazzati, decessi sui luoghi di lavoro e vittime del Covid. La cronaca nera del 2021 sta per andare in archivio con numeri non molto differenti da quelli dell’anno precedente. Ma tra gli episodi piu’ emblematici di quest’anno e che hanno impressionato l’opinione pubblica spiccano sicuramente due tragedie, quella del Mottarone del maggio scorso e quella, recentissima, di Ravanusa. In mezzo, ci sono tantissime stragi avvenute in ambito familiare, alimentate spesso da casi di follia e depressione, e i misteri legati alla scomparsa di alcune donne (come Sara Pedri e Saman Abbas), storie che ancora rappresentano un rompicapo per chi sta indagando. Il report curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia Criminale, e pubblicato online dal Viminale, ci informa che dal primo gennaio al 12 dicembre 2021 ci sono stati 277 omicidi, con 112 vittime donne; 139 i delitti avvenuti in ambito familiare o affettivo, con vittime 95 donne, 64 delle quali assassinate per mano del partner/ex partner. Sono numeri sostanzialmente in linea con il bilancio del 2020 quando, nello stesso arco temporale, gli omicidi furono 274, con 111 vittime di genere femminile. Ben 141 i delitti consumati in ambito affettivo o familiare, con 97 donne uccise, di cui 66 su iniziativa del partner o dell’ex.
Resta significativo il numero di decessi per Covid in un anno che pure e’ stato caratterizzato da una campagna vaccinale decollata in maniera massiccia a partire dallo scorso inverno: nel 2020 ci sono stati 74.159 decessi, alla data di ieri siamo a quota 61.262. A chiudere il triste elenco dei fatti di sangue, le cosiddette ‘morti bianche’, un fenomeno ormai cosi’ frequente tanto che il Capo dello Stato ha parlato di “ferita sociale ogni volta piu’ lacerante”: tra gennaio e ottobre 2021 in 1.087, secondo stime Inail, hanno perso la vita sul posto di lavoro, piu’ dei decessi registrati nello stesso periodo del 2020 (1.036 poi diventati alla fine dell’anno 1.280). Ma ecco, in sintesi, la cronologia dei fatti di cronaca nera piu’ rilevanti di questo 2021.
CADAVERI NEL FIUME Il 4 gennaio il 30enne Benno Neumair con una corda strangola i genitori, insegnanti in pensione, e dopo aver caricato i corpi sull’auto di famiglia li getta nelle acque del fiume Adige, dal ponte Ischia Frizzi nei pressi di Vadena. Il cadavere della madre Laura Perselli, 68 anni, viene trovato il 6 febbraio a sud di Bolzano all’altezza di Laghetti di Egna, quello del padre, il 64enne Peter, il 27 aprile, a Trento sud. Il 19 ottobre la procura di Bolzano chiede il rinvio a giudizio di Benno per le accuse di omicidio volontario aggravato plurimo e occultamento di cadavere, con la premeditazione dell’omicidio della madre, compiuto circa 40 minuti dopo quello del padre.
MONOSSIDO FATALE IN CASA DI CURA A LANUVIO Il 16 gennaio cinque anziane, ospiti presso la casa di cura Villa dei Diamanti in via di Monte Giove Nuovo, a Lanuvio, vengono trovate prive di vita. In gravissime condizioni, e ricoverati in codice rosso, altre sette persone tra ospiti e operatori sanitari. La causa viene individuata in una fuga di monossido di carbonio. Le vittime, di eta’ compresa tra i 68 e i 99 anni, provenivano da vari paesi dai Castelli romani: Ariccia, Genzano e la stessa Lanuvio.
TRAGEDIA FAMILIARE NEL TORINESE DOPO LITE Il 29 gennaio a Carmagnola, nell’hinterland torinese, Vito Alexandro Riccio, 39 anni, uccide, con un oggetto contundente, la moglie Teodora, coetanea, e poi il figlio Ludovico di appena 5 anni. L’uomo tenta poi il suicidio buttandosi dal balcone di casa e riportando la frattura dello sterno. Riccio lascia un biglietto “vi porto via con me”, facendo anche trasparire la delusione per un rapporto coniugale che sembrava destinato a finire.
GINECOLOGA SCOMPARSA Dal 4 marzo non si hanno piu’ notizie di Sara Pedri, la ginecologa di 31 anni originaria di Forli’ che dallo scorso novembre lavorava in Trentino. L’auto del medico viene ritrovata nei pressi del ponte di Mostizzolo sul fiume Noce, luogo tristemente noto per essere il ‘ponte dei suicidi’. Il cellulare viene lasciato nella vettura. E proprio indagando sul traffico telefonico (chiamate e messaggi) la procura di Trento ricostruisce un quadro di ripetute pressioni psicologiche cui era sottoposta Pedri (e non solo) nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale ‘Santa Chiara’ di Trento.
STRAGE NEL TORINESE L’11 aprile, a Rivarolo Canavese un uomo di 83 anni uccide al mattino la moglie e il figlio disabile. Poi attende la sera per far fuori i vicini (nonche’ proprietari) di casa. Quando i carabinieri irrompono nella sua abitazione di corso Italia, l’uomo si spara al mento ma sopravvive per miracolo.
PASTA AVVELENATA NEL BOLOGNESE Il 15 aprile, Alessandro Leon Asoli, 19enne originario di Ceretolo, nel Bolognese, prepara una pasta al salmone con una dose letale di nitrito di sodio. Loreno Grimandi, compagno della madre del ragazzo, muore dopo due ore. La donna, Monica, si salva solo grazie alla tempestivita’ dei soccorsi. Asoli finisce in carcere per omicidio e tentato omicidio.
Il GIALLO DELLA PACHISTANA Saman Abbas, pachistana di 18 anni, scompare nel nulla il primo maggio. Viene cercata a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, fino al 12 luglio. Poi le ricerche vengono sospese. Chi indaga ipotizza che la giovane possa essere stata uccisa dopo aver rifiutato un matrimonio combinato e che il suo corpo sia stato sotterrato nelle campagne vicino all’azienda agricola dove lavorano i parenti. Il 22 settembre a Parigi viene arrestato lo zio, Danish Hasnain, tra i principali indiziati del presunto omicidio, secondo la procura di Reggio Emilia. L’uomo definisce false le accuse e rifiuta l’estradizione in Italia. Il 23 settembre il nostro Paese chiede anche alle autorita’ di Islamabad di estradare i genitori di Saman, da tempo fuggiti in Pakistan.
LA EX VIGILESSA SCOMPARSA La mattina dell’8 maggio scompare in montagna da Temu’, la ex vigilessa Laura Ziliani, impiegata al comune di Roncadelle. L’8 agosto il cadavere viene trovato tra il fiume Oglio e Temu’, a qualche centinaio di metri era stata rinvenuta una scarpa da montagna della donna. Il 24 settembre, su ordine del gip di Brescia finiscono in carcere per due figlie di Zialini, di 26 e 19 anni, e il fidanzato della sorella maggiore, ritenuto da chi indaga l’ispiratore del delitto. La donna sarebbe stata uccisa per soffocamento, forse stordita da farmaci.
L’INCIDENTE DELLA FUNIVIA La mattina del 23 maggio, la cabina numero 3 della funivia Stresa-Alpino-Mottarone sta per entrare nella stazione di monte in vetta al Mottarone quando, per un cedimento strutturale della fune traente, accusa un brusco rimbalzo e retrocede a forte velocita’. Si sgancia dalla fune portante in corrispondenza di uno dei piloni del tracciato e si schianta al suolo, dopo una caduta di oltre 20 metri, in pieno bosco. Quindici le persone a bordo, 14 i morti (otto italiani, cinque israeliani e una iraniana). Un ferito grave: si tratta di Eitan Biran, il bambino di 5 anni che l’11 settembre il nonno materno Shmuel Peleg rapisce con un’auto a noleggio raggiungendo Lugano, per poi imbarcarsi su un volo privato diretto a Tel Aviv. La procura di Pavia apre una inchiesta per sequestro di persona. Eitan torna in Italia il 4 dicembre con la zia paterna Aya Biran dopo la sentenza della Corte suprema israeliana in base alla Convenzione dell’Aja.
ALTRA STRAGE IN CASA, NEMMENO IL CANE RISPARMIATO Il 10 giugno a Castiglione Torinese, in un’abitazione di via San Grato 12, un pensionato di 70 anni uccide la moglie 72enne e il cane a colpi di pistola, quindi si toglie la vita con la stessa arma. Il corpo della donna e del cane vengono trovato dai carabinieri in cucina, lei seduta su una sedia, come se stesse dormendo quando e’ stata uccisa. Il corpo dell’assassino era nel disimpegno. A dare l’allarme e’ il figlio della coppia, che non sentiva i genitori da un paio di giorni.
FOLLIA AD ARDEA Choc a Colle Romito, ‘consorzio’ di Ardea, comune del litorale a sud di Roma. Domenica 13 giugno, Andrea Pignani, 34 anni, ingegnere informatico in cura per problemi di natura psichica, uccide con la sua pistola i fratelli David e Daniel Fusinato, di 5 e 10 anni, e l’84enne Salvatore Ranieri. I bambini, uno colpito al petto e l’altro alla gola, stavano giocando al parco pubblico. L’anziano ha la sfortuna di passare in quel momento in bicicletta. Muore con i piedi ancora sui pedali. Pignani si barrica in casa. E quando i Gis dei carabinieri intervengono per un blitz, si e’ gia’ tolto la vita.
OMICIDIO-SUICIDIO NEL MILANESE Il 22 agosto, un uomo di 70 anni uccide la moglie e la figlia 15enne a colpi di pistola e poi si uccide. Succede a Carpiano, nel Milanese. Prima di spararsi Salvatore Staltari avverte i carabinieri di quanto appena compiuto e di quello che sta per fare. Pare che la famiglia si trovasse in difficolta’ economiche.
CONGELATI NEL DEPOSITO DI AZOTO LIQUIDO Il 28 settembre due operai, Emanuele Zanin e Jagdeep Singh, di 42 e 46 anni, perdono la vita in un deposito di azoto liquido dell’ospedale Humanitas a Pieve Emanuele nel Milanese. I due, lavoratori di una ditta esterna di Bergamo, la Autotrasporti Pe’ di Costa Volpino, muoiono per ustioni da congelamento. La ditta aveva l’incarico di effettuare le operazioni di trasporto e rifornimento di azoto liquido nel serbatoio dell’Humanitas.
PER TRE GIORNI FARI PUNTATI SUL MODENESE Il 16 novembre Carlo Evangelisti, un uomo di Modena di 48 anni, si presenta alla Questura confessando di aver ucciso la madre 71enne, Milena Calanchi, nella casa di via dei Manzini, non distante dal centro storico. Per i vicini figlio e madre litigavano di continuo. Il 17 novembre a Sassuolo, in un appartamento di via Manin, il tunisino Nabil Dhari, 38 anni, uccide l’ex compagna Elisa Mulas, 43enne, i figli (di 2 e 5 anni) e la suocera di 64 Simonetta Fontana. Nabil non aveva accettato la fine della relazione con Elisa. Salva una bambina di 11 anni che si trovava a scuola. Non assiste al massacro ma viene risparmiato, Renzo Fontana, 97 anni, padre, nonno e bisnonno delle vittime: colpito da Covid nel maggio del 2020 ma affetto da altre patologie, l’anziano era a letto. Dopo la strage viene preso in carico dagli assistenti sociali e ricoverato in una casa di riposo. Morira’ otto giorni dopo. Il 18 novembre a Salto di Montese, comune dell’Appennino Modenese, un pensionato di 71 anni uccide la moglie a coltellate e poi cerca di togliersi la vita.
ESPLOSIONE A Ravanusa La sera di sabato 11 dicembre a Ravanusa (Agrigento) esplode la rete del gas. Crollano alcune palazzine, altre restano danneggiate. Nove i morti, anzi dieci: tra le vittime, una mamma incinta e il figlio che avrebbe dovuto partorire due giorni dopo la tragedia. Un centinaio gli sfollati. La procura di Agrigento indaga contro ignoti per disastro e omicidio colposi. Ad innescare l’esplosione potrebbe essere stata una “casuale scintilla” in una “bolla di metano”.
SCHIANTO GRU SU UN PALAZZO Tre morti e tre feriti sono il bilancio del crollo di una gru che il 18 dicembre in via Genova a Torino collassa su un palazzo di sette piani dove erano in corso dei lavori per il rifacimento del tetto. Muoiono gli operai che erano sulla piattaforma per montare il braccio della gru, poi crollata. Feriti due passanti e un quarto operaio. (AGI)

