Pensioni, Cisl: auspicabile infermieri tra mestieri usuranti

La Cisl considera “auspicabile” l’inserimento degli infermieri e del personale socio-sanitario nell’ambito delle figure beneficiarie dei requisiti pensionistici per il lavoro usurante (nel 2022 almeno 61 anni e sette mesi e 35 anni di contributi, ndr). Lo ha detto il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga in una audizione alla Commissione Lavoro del Senato chiedendo di “svincolare del tutto il requisito pensionistico di cui al richiamato decreto legislativo 67/2011 dalla variazione dell’aspettativa di vita”, ora sospesa fino al 2026,.

“L’aumento dei requisiti per l’accesso alla pensione imposto dalle riforme degli ultimi anni con l’aggancio automatico degli stessi all’andamento dell’aspettativa della popolazione, se per tutti i lavoratori rappresenta un aggravio e un fattore di incertezza, sottolinea Ganga, per coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi, tra cui spiccano il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari, costituisce anche motivo di particolare angoscia in considerazione della progressiva intensificazione della fatica, fisica e psicologica, in relazione all’aumento dell’eta’”. Sarebbe necessaria in via generale – dice – “una approfondita riflessione sulla opportunita’ di perpetrare la distinzione delle regole pensionistiche tra lavori gravosi e usuranti. L’enorme stratificazione delle norme previdenziali a cui si sommano complesse interpretazioni amministrative ha reso ormai il sistema quasi incomprensibile per i cittadini e una semplificazione e razionalizzazione del quadro regolatorio complessivo sarebbero necessarie, ovviamente senza pregiudicare i diritti acquisiti. Riteniamo quindi – conclude – che l’inserimento degli infermieri e del personale socio-sanitario nell’ambito delle figure beneficiarie dei requisiti pensionistici di cui all’articolo 1 del decreto legislativo n. 67/2011 sarebbe auspicabile”. (ANSA)