“Per garantire l’assistenza nel nostro paese alle tante persone provenienti dall’Ucraina in fuga dalla guerra è stato definito un sistema di accoglienza che prevede diverse forme di supporto tra loro complementari e che integra quello ordinariamente previsto per i richiedenti asilo e i rifugiati, anche in previsione di arrivi significativi. Per uniformare la risposta all’emergenza sul territorio nazionale, il Dipartimento di Protezione Civile – si legge in una nota – ha predisposto le prime indicazioni operative per la pianificazione e la gestione dell’accoglienza e dell’assistenza, tra le diverse forme previste dal sistema, delle persone provenienti dall’Ucraina.
CAS e SAI. La rete nazionale per l’accoglienza ordinaria dei richiedenti asilo e dei rifugiati, oggi dedicata anche alle persone provenienti dall’Ucraina, è composta dai CAS-Centri di Accoglienza Straordinaria e dal SAI-Sistema Accoglienza Integrazione. Le strutture del CAS sono individuate dalle Prefetture, il sistema SAI è costituito dalla rete degli enti locali che con il supporto delle realtà del terzo settore garantiscono interventi di accoglienza integrata. Per far fronte alla situazione in atto, questa rete è stata ulteriormente potenziata, con 8.000 posti aggiuntivi.
Accoglienza diffusa. A integrazione della rete di CAS e SAI, il Decreto-legge n. 21 del 21 marzo 2022 ha individuato ulteriori modalità di accoglienza da realizzarsi con il supporto dei Comuni e dei soggetti del Terzo Settore e del Privato Sociale. Nei prossimi giorni su questo sito verrà pubblicato un avviso di manifestazione d’interesse rivolto agli enti del Terzo settore e del Privato sociale per individuare le strutture idonee a fornire i servizi di assistenza e accoglienza diffusa, nel limite massimo di 15mila posti.
Il contributo di sostentamento ammonta a 300 euro mensili per ogni cittadino ucraino, titolare di protezione temporanea, che abbia trovato autonoma sistemazione. All’adulto titolare della tutela legale, o affidatario, è riconosciuto anche un contributo di 150 euro al mese per ciascun minore di 18 anni. Il contributo è erogato per un massimo di 90 giorni, a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di protezione temporanea. Sarà possibile richiedere il contributo accedendo ad una piattaforma dedicata che sarà disponibile a breve su questo sito.
Prime indicazioni operative. Ogni Regione istituisce una struttura di coordinamento integrata con le componenti statali e locali che opera in raccordo con il Terzo Settore, il Privato Sociale e, se presenti, i rappresentanti locali della comunità ucraina. Le indicazioni definiscono anche le principali articolazioni del Piano di assistenza nazionale e le modalità di accoglienza destinate ai cittadini ucraini che non dispongono di un’autonoma sistemazione. In prima battuta, spetta alle Prefetture competenti per territorio verificare la disponibilità di alloggi nella rete ordinaria dei CAS-Centri di accoglienza Straordinaria e SAI-Sistema di accoglienza e integrazione. In caso di necessità, i coordinamenti regionali verificano la disponibilità di posti anche presso alloggi temporanei preventivamente individuati (alberghi e strutture ricettive), in grado di ospitare i cittadini ucraini per il tempo necessario al trasferimento in altre strutture della rete di accoglienza. Laddove non ci fosse disponibilità nelle strutture regionali, il concorso nazionale sara’ fornito dalla DiComaC, che opera presso il Dipartimento ed è in costante raccordo con tutte le strutture regionali di coordinamento e le Amministrazioni centrali dello Stato. Il monitoraggio delle strutture ricettive idonee a ospitare i minori non accompagnati in arrivo dall’Ucraina è invece garantito dal Piano per minori stranieri non accompagnati, a cui provvede il Commissario delegato nominato per assicurare il coordinamento di misure e procedure per una gestione omogenea sul territorio nazionale”.
