– “L’incontro di oggi è una importante occasione di formazione e di sensibilizzazione in un momento particolare che deve necessariamente fare i conti con le terribili vicende dell’Ucraina che rappresentano una vera e propria svolta nei confronti del complessivo fenomeno delle migrazioni. E’ necessario che si trovi un sistema definitivo e concreto che agevoli l’arrivo di rifugiati non europei e riconosca loro il diritto alla libertà, alla pace e all’accoglienza attraverso il coinvolgimento dei prefetti, della Regione e dei Comuni. Gli enti locali hanno sicuramente un ruolo di presenza e di stimolo a vantaggio della popolazione migrante. Riteniamo necessario, però, che queste persone possano disporre al più presto di un codice fiscale per poter svolgere attività in un percorso di ritorno alla normalità e che si accorcino notevolmente i tempi di identificazione e di integrazione”. Così il presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando aprendo questa mattina, a Palazzo Comitini, a Palermo, i lavori dell’incontro ‘Per una migliore governance delle migrazioni: il ruolo delle autonomie locali’, organizzato dall’Associazione dei comuni siciliani in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
L’iniziativa sancisce la conclusione del terzo modulo del progetto sulla ‘Gestione delle migrazioni: formazione delle PA locali’ dedicato alle politiche di integrazione e di antidiscriminazione promosso dall’Università di Roma La Sapienza e Unitelma Sapienza, in partnership con Anci Sicilia, Anci Lombardia, Anci Umbria e l’Area Metropolitana di Roma, nell’ambito del progetto, finanziato dal Fami (Fondo Asilo, Migrazioni, Integrazione). Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato come “in questo contesto storico sia fondamentale una conoscenza specifica dei movimenti migratori che sono strettamente correlati anche al progresso economico e quanto sia importante costruire una rete di enti locali interessati allo scambio e alla creazione di opportunità di apprendimento reciproco sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti. E’, quindi, fondamentale creare l’opportunità di apprendere tra pari, condividendo i risultati e coinvolgendo i partecipanti in sessioni di apprendimento, formazione e di scambio di buone pratiche”. (Man/Adnkronos)

