Omicidio per apprezzamenti a una ragazza, in 5 sotto torchio in caserma a Caltanissetta

Cinque persone sono sotto interrogatorio da questa mattina nella caserma dei carabinieri di Caltanissetta per la rissa sfociata in omicidio di ieri sera in via San Domenico davanti ad un’osteria del centro storico del capoluogo nisseno. Sono cinque dei sei protagonisti della feroce aggressione a colpi di coltello andata in scena intorno alle 20 in cui è stato ucciso con una coltellata alla gola Marcello Tortorici, 51 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Tre i feriti non in pericolo di vita anche loro raggiunti da diversi fendenti.

Secondo i carabinieri del reparto operativo di Caltanissetta, guidati dal colonnello Alessio Artioli, i sei si sarebbero affrontati per alcuni commenti inappropriati nei confronti di una ragazza. Sarebbe questo il motivo della rissa finita nel sangue. Prima gli insulti all’interno del locale poi la resa dei conti fuori, in via San Domenico, nel centro storico di Caltanissetta. Tutti armati di coltelli, tutti pronti ad utilizzarli. Sia Tortorici che i tre feriti sono vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, pregiudicati di piccolo calibro per reati contro il patrimonio e violenza. E da quanto hanno raccontato i testimoni agli inquirenti ieri sera fuori dall’osteria di via San Domenico in pochi secondi sono scattati i serramanici.Dopo una notte di interrogatori in caserma i carabinieri hanno chiarito i contorni della vicenda: da una parte la vittima, il fratello Massimo Tortorici, ferito da un fendente al torace poco sotto l’ascella e Roberto Millaci, 40 anni colpito più volte alle gambe, mentre dall’altra parte Salvatore Fiore raggiunto di striscio da una coltellata e i suoi due figli.

La ragazza offesa sarebbe una congiunta dei Fiore, pesantemente apostrofata dal gruppo dei Tortorici. Massimo Tortorici, Roberto Millaci e Salvatore Fiore e i due figli sono in caserma e le loro posizioni sono al vaglio del sostituto procuratore Massimo Tririfò che li ha sentiti per tutta la notte. Oltre al fermo per la rissa gli inquirenti stanno attendendo alcuni riscontri per emettere un eventuale provvedimento per omicidio. La svolta potrebbe arrivare a breve dall’esame del coltello sporco di sangue trovato sul luogo dell’omicidio. Sull’arma ci sono le impronte di chi lo impugnava e il dna di chi è stato raggiunto dalla coltellata. Quello ritrovato a terra non è l’unico coltello utilizzato, come avrebbe confermato l’unico testimone che ha collaborato con gli inquirenti. I carabinieri stanno cercando le altre lame, probabilmente tolte dalla scena del crimine dai due figli di Fiore, scappati subito dopo l’omicidio.  (LaPresse)