Subito al lavoro governo e tecnici della Regione siciliana dopo la decisione della Sezioni riunite della Corte dei Conti che ha sospeso il giudizio di parificazione del rendiconto 2020. Tra le contestazioni dei giudici la questione di maggior impatto è quella che riguarda il disavanzo, 2,2 miliardi di euro che l’ex governo di Nello Musumeci ereditò dal passato e che dovette gestire all’inizio del mandato proprio su sollecitazione della Corte dei Conti per cercare di mettere un po’ d’ordine nei conti: l’accordo col governo nazionale consentì alla Regione di spalmare quel disavanzo in dieci anni. Lo fece grazie a un decreto legislativo del Consiglio dei ministri che autorizzò l’operazione, ma che adesso la Corte dei Conti ritiene “illegittimo” in quanto la manovra poteva essere fatta, secondo i giudici, solo con una legge. Nella fase della pre-parifica e di scambio di osservazioni con la Corte, il governo Schifani ha mantenuto l’impostazione, ribadendo la bontà della manovra fatta dal precedente esecutivo. Una partita dunque, tra la Corte e la Regione, che si giocherà in punta di diritto davanti alla Corte Costituzionale, cui si sono rivolti i giudici contabili. (ANSA)

