Omicidio Contarini, celebrati i funerali: l’ultimo saluto della comunità di Cattolica Eraclea (VIDEO)

Sono stati celebrati oggi pomeriggio a Cattolica Eraclea, nella chiesa della Mercede, i funerali di Carmelo Contarini, l’operaio di 51 anni, padre di due figli, ucciso il 27 dicembre scorso davanti la sua abitazione di via Agrigento. La salma è stata restituita ai familiari per l’estremo saluto dopo l’autopsia che avrebbe confermato che l’uomo è stato ucciso con una coltellata al torace. Tante le persone che hanno partecipato al funerale, la comunità si è stretta attorno al dolore della famiglia. Numerose le corone di fiori con messaggi di cordoglio. A celebrare la messa il vicario del vescovo di Agrigento, don Giuseppe Cumbo. A concelebrare la funzione religiosa l’arciprete di Cattolica Eraclea, don Pippo Licata. Subito dopo la celebrazione la salma è stata accompagnata al cimitero. Presenti anche il sindaco Santino Borsellino, la presidente del consiglio comunale Giusy Alagna e i volontari dell’Onvgi di Cattolica Eraclea di cui la vittima faceva parte. “Ciao Carmelo ci mancherai, riposa in pace”, hanno scritto i volontari dell’Onvgi in un messaggio. “Ciao amico mio, ci mancherà il tuo sorriso e il tuo saper fare. Sei stato un buon volontario e non ti dimenticherò mai. Ora da lassù continua a fare il tuo dovere e a proteggerci”, ha scritto su facebook il responsabile cittadino dell’Onvgi, Vito Salvo.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Agrigento, nel frattempo, proseguono nel tentativo di fare luce sul movente che avrebbe spinto l’indagato che si trova in carcere, Giovanni Ferrera, il pensionato di 66 anni, a compiere il delitto. L’indagato, difeso dall’avvocato Ignazio Martorana, dopo avere consegnato l’arma del delitto – un coltello a serramanico ai carabinieri – dinanzi ai pm, il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il sostituto Paola Vetro, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’ipotesi investigativa, ancora tutta da verificare, è che tra Contarini e Ferrerà, proprietari di terreni confinanti, vi fossero stati dei contrasti personali per questioni di vicinato. Pare che la vittima sia stata colpita con un’unica coltellata al torace. Conferme, anche se ancora non ufficiali, sarebbero arrivate dall’autopsia. Il medico legale Alberto Alongi, incaricato dal procuratore reggente Salvatore Vella e dal pubblico ministero Paola Vetro, depositerà nelle prossime settimane l’esito dell’esame autoptico che sarà agli atti dell’inchiesta. Il pensionato si trova rinchiuso nel carcere agrigentino di contrada Petrusa. Non è ancora chiaro se sarà impugnata davanti al tribunale delle libertà di Palermo – per chiedere la scarcerazione o una misura meno afflittiva – l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Agrigento dopo la convalida dell’arresto eseguito dai carabinieri di Cattolica Eraclea.