28 Febbraio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Carceri, Sappe: interventi immediati dopo rivolta ad Agrigento

“Servono risposte immediate dopo la rivolta nel carcere di Agrigento”. A chiederle il segretario generale del Sappe Donato Capece, dopo le lunghe ore vissute ieri nella casa circondariale di Agrigento, in cui una cinquantina di detenuti hanno dato vita ad una violenta azione di protesta. “Basta. Anche questo è un grave evento critico annunciato. – aggiunge – A questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti”.

Il Sappe ricorda che nel corso del 2023 anche i penitenziari di Noto, Augusta e San Cataldo furono coinvolti in gravi episodi di rivolte di detenuti. “Il personale di polizia penitenziaria non ha ancora ricevuto i previsti guanti anti-taglio, caschi, scudi, kit antisommossa e sfollagenti promessi dal Dap. Servono anche apparecchiature per schermare le Sezioni detentive ed impedire l’uso di telefoni cellulari nelle Sezioni detentive – denuncia Capece. – La situazione delle carceri italiane, per adulti e minori, è allarmante per il continuo ripetersi di gravi episodi critici e violenti che vedono sempre più coinvolti gli uomini e le donne appartenenti al corpo di polizia penitenziaria. Il taser potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza ma i vertici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria continuano a tergiversare”. (ANSA)