18 Giugno 2024
Palermo e ProvinciaPolitica

Europee 2024, Confartigianato Sicilia incontra i candidati siciliani: competitività, competenze e credito priorità delle imprese

Competitività, competenze e credito. Ecco le tre parole chiave del mondo Confartigianato per favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese. Tre ambiti di azione che l’associazione degli artigiani pone all’attenzione dei candidati siciliani alle prossime elezioni europee dell’8 e 9 giugno. E lo farà domani, lunedì 27 maggio a partire dalle ore 10 all’Nh Hotel di Palermo, coinvolgendo gli onorevoli presenti in un dibattito elettorale, mettendo a confronto il mondo della politica con gli imprenditori siciliani. Un appuntamento fortemente voluto da Confartigianato Sicilia che illustrerà le priorità di un sistema formato da Mpmi, ovvero da micro, piccole e medie imprese, chiedendo impegni concreti ai deputati. Occorrono norme proporzionate: nessuna esenzione anti competitiva o privilegio immotivato, bensì una disciplina orientata realmente al modello “Pensare innanzitutto al piccolo” (think small first).

“’Verso le Europee 2024, one day’. È questo il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra giornata di incontri elettorali – spiegano Daniele La Porta e Andrea di Vincenzo, rispettivamente presidente e segretario di Confartigianato Sicilia – perché abbiamo voluto individuare un unico giorno, un unico momento per incontrare tutta la deputazione candidata alle prossime elezioni europee, senza guardare ai colori di partito. Le nostre imprese hanno necessità che i politici siciliani si facciano reali interpreti e promotori delle necessità del piccolo, abbiamo bisogno di impegni concreti e non di semplice campagna elettorale. Vogliamo che si assumano la responsabilità di rappresentare in Europa le esigenze di quelle imprese che con grandi sacrifici supportano l’economia del nostro territorio”.

A supporto delle interviste, verranno anche illustrati alcuni dati formulati dall’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, una fotografia della nostra Isola. Ecco nel dettaglio, alcune note del report.

In Sicilia, la quota di micro e piccole imprese è pari al 99,7% del totale imprese; solo la Calabria ha una quota più alta. L’occupazione delle micro e piccole imprese rappresenta l’82,8% dell’occupazione totale delle imprese, che posiziona la nostra Isola quarta tra le regioni italiane dopo Molise, Calabria e Basilicata.
Gli occupati nelle micro piccole realtà produttive e nell’artigianato sono complessivamente oltre 676 mila e rappresentano l’83% dell’occupazione complessiva, quota superiore di ben 20 punti rispetto al valore medio nazionale (62,9%).

CASE GREEN. In Sicilia secondo gli ultimi dati Enea-Siape di fine aprile 2024, il 75% gli edifici appartengono alle classi energetiche meno efficienti (E-G), di cui il 92% con destinazione d’uso residenziale. Inoltre, l’anno di costruzioni dell’82% degli edifici sottoposti ad Ape (attestato di prestazione energetica), ammessi al database del Siape, risale a oltre 30 anni fa (prima del 1991). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi. In base alla direttiva Ue “case green” però, gli edifici che dovranno essere ristrutturati in Italia entro il 2033, perché non rientranti nelle regole, sono almeno due milioni: affinché la direttiva europea sia concretamente applicabile risulta quindi necessaria una politica di incentivazione fiscale adeguata, così da poter agevolare il processo e implementare soluzioni integrate per ogni edificio.

COSTO DEL CREDITO. Sono le regioni del Mezzogiorno a sostenere costi del credito più elevati, la Sicilia, nel dettaglio è quarta nella classifica nazionale con un tasso di interesse annuo effettivo (Tae), a dicembre 2023, pari al 7,77% sopra di 194 punti base rispetto a dicembre 2022 e di 117 punti base rispetto al tasso medio nazionale (6,60%). L’incremento dei tassi da giugno 2022 a febbraio 2024 ha determinato per le MPI siciliane extra costi pari al 326 milioni di euro.

OCCUPAZIONE. La Sicilia traina la ripresa occupazionale. In una classifica ibrida tra le maggiori regioni italiane (con almeno 1 milione di occupati) e i più grandi paesi dell’Ue (con almeno 5 milioni di occupati), le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia, prima della classifica con un +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Germania (+4,2%).
Catania è la prima provincia italiana per aumento dell’occupazione tra il 2021 e il 2023, con una variazione del 15,1%, davanti a Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%). Tra le altre province siciliane troviamo Messina con +8,5%, Ragusa con +5,9%, Trapani con +5,7%, Palermo con +5,2%, Enna con +4,0% e Siracusa con +1,8%, mentre si registra una flessione a Caltanissetta con -2,6%. 

SICILIA, HUB ENERGETICO EUROPEO. La valorizzazione dei flussi di energia può costituire un fattore di sviluppo per la Sicilia. Nei punti di ingresso del gas proveniente da Algeria e Libia, di Mazara del Vallo e di Gela, nel 2023 transita il 41,5% del volume di importazioni di gas naturale, mentre dalla Sicilia viene esportato il 45,1% del petrolio raffinato in Italia. Il valore del gas importato via gasdotto da Algeria e Libia equivale al 12,6% del PIL della Sicilia.
La Sicilia, dopo la Puglia, è la seconda regione del Mezzogiorno per produzione di energia da impianti fotovoltaici, anche se il potenziale di sviluppo è ancora ampio, grazie alle installazioni di impianti fotovoltaici nelle imprese. Dalle nostre analisi si evince che se la Sicilia si allineasse alla media delle tre regioni del Mezzogiorno con il più elevato rapporto tra produzione da impianti fotovoltaici nelle imprese e relativi addetti. sì genererebbe un aumento del 68,7% dell’elettricità da solare nelle imprese siciliane, un flusso equivalente ai consumi di elettricità di tutte le imprese manifatturiere della provincia di Palermo.

BUROCRAZIA E IMPATTO FONDI UE. Un’indagine effettuata da SiCamera e Infocamere rileva che in Italia un’impresa su tre (36,2%) ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e i fondi comunitari. Oltre due imprese siciliane su cinque (46,5%) ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e fondi comunitari ma si scontra con la difficoltà di adempiere alle richieste dei bandi e in caso di richiesta l’assistenza impiega troppo tempo per dare risposte. Quota che risulta di 10,3 punti sopra al dato medio nazionale.  

ESPORTAZIONI DEL MADE IN SICILIA VERSO L’UNIONE EUROPEA. Il 40% dei beni manifatturieri comprensivi dei prodotti energetici made in Sicilia è destinato ai mercati europei (5,2 mld di euro dei 13,2 mld complessivi cumulati su tutti i mercati). Tra questi i principali acquirenti risultano essere: Croazia, Spagna, Slovenia, Francia, Paesi Bassi e Germania.

LA SICILIA E IL GIGANTE TEDESCO ADDORMENTATO. La Germania, prima economia europea, nel 2023 è in recessione, registrando un calo del PIL dello 0,3%, a fronte del +0,9% dell’Italia, del +0,7% della Francia e del +0,4% della media Ue. Il mercato tedesco rappresenta per la nostra regione il 4° Paese di sbocco del made in Sicilia – per valore dell’export manifatturiero al netto dei prodotti petroliferi che rappresentano il 22% dell’export verso il Paese – e il 2° tra i soli paesi europei.

FLUSSI TURISTICI DAI PAESI EUROPEI. Degli oltre 14 milioni di turisti che sono arrivati in Sicilia nel 2022, ultimo anno per cui disponibili dati Istat sui movimenti turistici negli esercizi ricettivi, il 43,5% proveniva da un paese estero. Il 65% dei turisti stranieri provengono da Paesi europei, in particolare oltre la metà (56,3%) risiedono in tre paesi: Francia (26,8%), Germania (22,4%) e Paesi Bassi (7,0%). Si stima che la spesa generata dai turisti stranieri provenienti dai vicini paesi europei ammonti a 458 milioni di euro, si tratta del 60% della spesa generata dai turisti di origine straniera che hanno visitato l’Isola dando un contributo importante ad uno dei principali asset dell’economia del nostro territorio.