Una nuova, drammatica giornata nel Mediterraneo segna l’ennesima tragedia delle rotte migratorie. Diciotto migranti sono morti nel Mar Egeo, al largo di Bodrum, in Turchia, mentre altre diciotto vittime sono state recuperate a Lampedusa. Scene di dolore e disperazione che riportano al centro dell’attenzione una crisi umanitaria senza tregua. Secondo quanto riferito dalla Guardia costiera turca, il primo naufragio e’ avvenuto nelle prime ore del mattino. Un gommone carico di migranti e’ stato intercettato intorno alle 6, ma avrebbe ignorato l’alt imposto dalle autorita’, proseguendo la corsa ad alta velocita’. Poco dopo, l’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua fino ad affondare. Le operazioni di ricerca e soccorso hanno permesso di salvare 21 persone, mentre sono stati recuperati i corpi di 18 migranti. Non e’ stata ancora resa nota la loro nazionalita’. “Le attivita’ per individuare eventuali dispersi proseguono senza sosta”, hanno fatto sapere le autorita’ turche.
Intanto, un secondo dramma si e’ consumato nel Canale di Sicilia. A Lampedusa, le motovedette della Guardia costiera italiana hanno soccorso un barcone alla deriva, trovandosi di fronte a una scena definita “infernale”. Diciotto cadaveri sono stati sbarcati al molo Favarolo insieme a cinque migranti in condizioni critiche, tra cui un bambino. I feriti piu’ gravi sono stati trasferiti d’urgenza al poliambulatorio dell’isola, mentre continuano le operazioni di sbarco delle salme. Le condizioni di viaggio, gia’ precarie, e il sovraffollamento delle imbarcazioni continuano a trasformare queste traversate in viaggi senza ritorno. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio dell’anno almeno 831 migranti sono morti o risultano dispersi nel Mediterraneo. Numeri che raccontano solo in parte l’entita’ di una tragedia quotidiana, consumata lontano dai riflettori ma sotto gli occhi di tutti. Le rotte tra la Turchia e le isole greche, cosi’ come quelle verso l’Italia, restano tra le piu’ pericolose al mondo. E mentre le operazioni di soccorso continuano, il bilancio delle vittime rischia ancora di aggravarsi. Il Mediterraneo, ancora una volta, si conferma un confine segnato dal dolore. (Agenzia_Nova/Vatican News)
