La Corte d’appello di Palermo ha ridotto da 14 a 10 anni di reclusione la condanna inflitta a Giovanni Derelitto, 74 anni, di Burgio, e confermato quella a 10 anni e 8 mesi nei confronti di Alberto Provenzano, 52 anni, anche lui di Burgio, nel processo celebrato con il rito abbreviato nato dall’inchiesta dei carabinieri sul mandamento mafioso di Lucca Sicula-Ribera. Secondo l’accusa, Derelitto era al vertice della famiglia mafiosa di Burgio, mentre Provenzano avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano all’interno dell’organizzazione. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso della difesa del primo imputato, rideterminandone la pena, e confermato integralmente la sentenza nei confronti del secondo. (AGI)
