I carabinieri di Trapani hanno arrestato questa mattina l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, nei cui confronti ieri sera la Cassazione ha confermato la condanna a 12 anni con l’ipotesi di concorso esterno in associazione e mafiosa. Il politico ha gia’ scontato circa sei anni, fra carcere e arresti domiciliari e poi erano scaduti i termini massimi di custodia cautelare. E’ coinvolto nel processo Scrigno, in cui i pm della Dda di Palermo avevano riscontrato il patto fra boss e politica, con la partecipazione di pezzi della massoneria deviata. Gli arresti erano scattati nel 2019, dopo che i militari del Reparto operativo del Comando provinciale di Trapani avevano ricostruito come in citta’ e in provincia vi fosse stato un accordo anche per eleggere i rappresentanti all’Assemblea regionale e nei Comuni.
Secondo la ricostruzione dei magistrati del pool che era stato coordinato dall’allora procuratore aggiunto Paolo Guido (oggi capo della Procura di Bologna) e secondo il pm Gianluca De Leo, che lo aveva detto in requisitoria, si sarebbe registrato uno “stabile accordo-politico mafioso, di cui e’ stato protagonista Ruggirello”, un’intesa che “permette di realizzare, utilizzando un’efficace considerazione della Suprema Corte, il paradosso della democrazia ovvero che il meccanismo di scelta dei propri rappresentanti della cosa pubblica diventi lo strumento di rafforzamento della sopraffazione della tirannia dei poteri mafiosi, di espansione del sodalizio dal territorio in un circuito vizioso all’interno delle istituzioni e che da questi si ripresentino con maggiore autorevolezza e maggiore forza d’attrazione tra i consociati”. Il patto avrebbe truccato pure elezioni comunali, come quelle svolte a Campobello di Mazara (Trapani), luogo in cui era latitante Matteo Messina Denaro, catturato il 16 gennaio 2023 a Palermo. (AGI)

