PALERMO (ITALPRESS) – L’Università degli Studi di Palermo prosegue il suo programma annuale di incontri dedicati alla comunità accademica con un ospite d’eccezione. “La Sicilia tra memoria, ironia e impegno politico” è il titolo del confronto tra gli studenti e lo scrittore e regista palermitano Pierfrancesco Diliberto – in arte PIF -, organizzato dal Corso interclasse DAMS+MUSP del Dipartimento di Scienze Umanistiche di UniPa, in collaborazione con Italian Film Institute, i-Fest International Film Festival e il Dottorato di ricerca Mediascape – Ricerca e produzioni artistiche transculturali dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Il dibattito tenutosi presso il campus di Viale delle Scienze è stato aperto dal rettore dell’Ateneo, Massimo Midiri, che si è detto “onorato” di poter ospitare PIF di fronte a un Aula Magna colma di studenti. “Coniugare l’impegno civile e intrattenimento è una cosa complicata, fatta da PIF con arguzia e leggerezza, affrontando temi complessi che riguardano tutti noi siciliani – ha detto Midiri -. Il tutto con una capacità di divulgazione non indifferente, per questo è un onore avere PIF a UniPa. Una giornata importante, dalla quale spero si tragga la sensazione che l’Università possa davvero contribuire al cambiamento della società, una missione quotidiana nella quale crediamo tutti”.
Un augurio attraverso il quale il Rettore ha lasciato poi la parola a PIF, tornato di recente nelle sale con il suo ultimo film “… che Dio perdona a tutti”, basato sull’omonimo romanzo scritto dal regista palermitano nel 2018.
“Io non mi sono mai iscritto all’Università, essere qui a parlare agli studenti infatti sta rendendo felice mia madre – ha esordito con simpatia il regista -. Il mio ultimo film cerca di parlare a tutti, ma non con l’obiettivo di prendere di petto la fede. La mia intenzione era quella di stimolare chi guarda a cercare Dio, anche con il dubbio che io in quanto agnostico porto con me. A mio parere – ha aggiunto – è necessario e importante che la fede di ognuno di noi porti con sé il dubbio”. Poi un messaggio per gli studenti, rivolto a chi aspira alla carriera da regista ma collettivamente a chi sogna un futuro professionale: “La povertà di mezzi stimola sempre la creatività, perché sei costretto ad avere un’idea giusta per fare – ha spiegato PIF -. In Sicilia l’ultima cosa che ti insegnano è a sognare. Sognare non è solo un fatto romantico, ma il motore di tutte le ambizioni e le prospettive. Io sono felice di avercela fatta, ma la vita era molto più bella quando sognavo di potercela fare”.
-Foto xi6/Italpress-
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