In pensione il pm agrigentino che accusò Di Pietro: ”Rifarei tutto”

Dopo 42 anni di servizio oggi va in pensione il sostituto procuratore di Brescia Fabio Salamone, il pm passato agli onori delle cronache per le inchieste a carico di Antonio Di Pietro. Nato ad Agrigento nel dicembre del 1949 Salamone fu a Brescia dal 1994. Proprio qui, per competenza territoriale, si trovo’ ad indagare il magistrato simbolo di Mani Pulite per concussione e abuso d’ufficio. “Me ne sono occupato con tutta la mia capacita’ professionale, umana ed etica, anche se purtroppo questo non e’ stato del tutto chiaro a qualcuno. Posso dire che se tornassi indietro, evitando la sovraesposizione mediatica in cui mi sono trovato, rifarei esattamente quello che feci all’epoca. Non ho rimpianti particolari, non provo senso di colpa per provvedimenti sbagliati” ha spiegato Salamone che venne sollevato dal ruolo di pubblica accusa nel processo Di Pietro perche’ secondo l’allora procuratore generale di Brescia, Salamone aveva manifestato “grave inimicizia” nei confronti dello stesso Di Pietro (che aveva indagato su Filippo Salamone, fratello del magistrato coinvolto in inchieste su mafia e appalti). (ANSA)