Morto l’ex ministro canadese Alfonso Gagliano originario di Siculiana

E’ morto all’età di 78 anni Alfonso Gagliano, originario di Siculiana, ex ministro liberale del Canada, diventato produttore di vino dopo il suo coinvolgimento in uno scandalo legato alle sponsorizzazioni. Per alcuni, come scrive, lapresse.ca, l’ex ministro dei lavori pubblici Alfonso Gagliano è stato uno dei principali attori dello scandalo delle sponsorizzazioni, che ha colpito il governo liberale di Jean Chrétien all’inizio degli anni 2000. Per altri Alfonso Gagliano è stato un vignaiolo che, in poco più di 10 anni, è riuscito a diventare uno dei migliori del Quebec grazie al suo duro lavoro e alla sua meticolosità. Ma per i suoi ex colleghi di Ottawa, Alfonso Gagliano incarnava soprattutto “il sogno canadese”, quello di un immigrato arrivato nel Paese nel 1958 all’età di 16 anni, sbarcando al Pier 21 di Halifax – la porta. 1 milione di immigrati in Canada tra il 1928 e il 1971, prima di dirigersi a Montreal. Nato in Sicilia, nel sud Italia, nel 1942, Alfonso Gagliano si è spento sabato all’età di 78 anni. La sua famiglia ha confermato la sua morte domenica. “È un uomo che ha lavorato instancabilmente. Era un vero maniaco del lavoro. I giorni non sono mai stati abbastanza lunghi per i suoi gusti “, ha dichiarato il suo ex collega di gabinetto liberale Don Boudria, eletto alla Camera dei Comuni contemporaneamente a Gagliano, il 4 settembre 1984.

Gagliano, nel 2001, balzò agli onori delle cronache italiane dopo l’arresto a Montreal del mafioso latitante di Cattolica Eraclea Gaetano Amodeo (deceduto diversi anni fa). L’arresto di Amodeo sfociò in un vero e proprio scandalo politico che vide coinvolto il ministro federale dei Lavori pubblici Alfonso Gagliano. Originario di Siculiana, Gagliano, espressione della vasta comunità siciliana in terra canadese, da diversi anni ricopriva la prestigiosa carica di governo. Dopo l’arresto di Amodeo il ministro fu duramente attaccato in parlamento dall’opposizione. L’ accusa nei suoi confronti è quella di aver aiutato il latitante agrigentino ad entrare in Canada. Sarebbe stato il ministro Gagliano a firmare la richiesta di concessione dello status di «landed immigrant», in pratica il permesso di residenza alla moglie di Gaetano Amodeo, latitante che, secondo gli investigatori, s’era inserito a tutti gli effetti nelle attività della mafia canadese che faceva capo alla famiglia italoamericana dei Caruana e Cuntrera. Gagliano spiegò la sua estraneità rispetto alle accuse. “Non ho firmato quella lettera”, fu la secca replica del ministro. L’evento che segnò però duramente la sua carriera politica