Vino, Coldiretti: da riaperture 100 milioni al mese per aziende italiane

“Con l’avanzare della campagne di vaccinazione, il superamento del coprifuoco e la possibilita’ di apertura all’interno dei locali per il servizio al tavolo e al bancone in bar, ristoranti, osterie, pizzerie ed agriturismi in tutta Italia vale in fatturato almeno 100 milioni al mese per il vino italiano”. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione dell’avvio delle prime vaccinazioni sui luoghi di lavoro in Italia proprio da due cantine indicate tra i punti attrezzati idonei dalla Coldiretti alla struttura di supporto del Commissario Straordinario all’Emergenza Generale Francesco, la cooperativa Cantina di Solopaca e a Cantina della Cooperativa La Guardiense entrambe in provincia di Benevento. “Iniziare dal settore del vino – aggiunge Coldiretti – ha un valore simbolico per un Paese come l’Italia che e’ leader mondiale nella produzione e nelle esportazioni che sono state duramente colpite dalle chiusure della ristorazione in Italia e all’estero. Attualmente circa la meta’ delle attivita’ di ristorazione hanno potuto riaprire sulle 360mila presenti in Italia lungo tutta la Penisola che sono stremate dalle chiusure obbligate, dallo smart working e dall’assenza del turismo. Una difficolta’ che si riversa a cascata – continua Coldiretti – sull’intero sistema della agroalimentare a partire dal settore del vino dove dall’inizio della pandemia sono rimasti invenduti oltre 220 milioni di bottiglie secondo un’analisi della Coldiretti. Il via libera totale alla ripresa delle attivita’ di ristorazione – sottolinea Coldiretti – avrebbe un impatto rilevante dal punto di vista economico per il settore vitivinicolo poiche’ interessa soprattutto i prodotti a maggior valore aggiunto come i 526 vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, che rappresentano il 70% della produzione nazionale e che sono stati proprio i piu’ penalizzati dalla pandemia”.

Il risultato “e’ che il settore del vino ha perso circa del proprio business nel 2020, rispetto all’anno precedente2, secondo stime della Coldiretti. Il crollo delle ristorazione “non e’ stato infatti compensato dall’aumento dei consumi domestici stimato pari all’8% nel 2020 ne dalle vendite dell’e-commerce che- continua Coldiretti – sono piu’ che raddoppiate nel 2020 (+105%), rispetto al 2019, sulla base di un’elaborazione Coldiretti su dati Wine Monitor Nomisma. Drammatico e’ stato il crollo del consumo di vino italiano all’estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. L’Italia e’ il principale produttore ed esportatore mondiale di vino con la maggior parte della produzione nazionale che viene consumata all’estero. Il trend preoccupante e’ determinato dagli Stati Uniti che – rileva la Coldiretti – sono il primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantita’. Ma la pandemia si e’ fatta sentire anche in Germania, secondo acquirente a livello mondiale per le bottiglie tricolori, dove si registra una diminuzione del 24%, mentre in Gran Bretagna, terza piazza per importanza, si conta una diminuzione del 33%, qui determinata anche dagli effetti della Brexit, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat a gennaio. Calo a doppia cifra anche in Francia dove le vendite si sono ridotte di oltre un terzo (-35%).

La speranza e’ che il trend si possa invertire con l’avanzare delle campagne di vaccinazione e la riapertura dei canali di ristorazione. Un segnale positivo in tale senso viene – sottolinea Coldiretti – dai paesi piu’ avanti verso il ritorno alla normalita’ come la Cina dove le esportazioni di vino tricolore sono calate di appena il 2% rispetto allo scorso anno. In gioco – conclude Coldiretti – c’e’ il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppava prima della pandemia un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunita’ di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attivita’ connesse e di servizio e nell’indotto”. “Va rafforzata la promozione del vino made in Italy sui mercati internazionali per cogliere in pieno la ripartenza e non perdere quote di mercato. Ma piu’ di tutto stiamo sostenendo, nel pieno rispetto delle regole di prevenzione, la ripartenza della ristorazione che per i vini piu’ pregiati e’ l’unica misura veramente utile” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “l’importanza dell’impegno delle forze sociali nella campagna di vaccinazione a sostegno della salute, dell’economia e del lavoro”. (AGI)