A 24 ore dalla scadenza del termine, domani, 2 novembre, superano di poco quota 92.000 le domande per ottenere l’esonero contributivo (parziale) da parte dei liberi professionisti. E’ quanto si apprende dal monitoraggio effettuato dalle stesse Casse di previdenza private, cui vanno inoltrate le richieste per usufruire dello ‘sconto’ sui pagamenti fino ad un massimo di 3.000 euro; la cifra, pero’, si ridimensionera’ almeno di alcune centinaia di unita’, viene fatto notare, poiche’, in base alle prime verifiche sui requisiti di chi le ha presentate, non tutte rispettano i criteri dell’agevolazione. Finora sono circa 25.000 le istanze pervenute alla Cassa forense (avvocati), 23.410 all’Enpam (medici e dentisti), poco piu’ di 11.000 ad Inarcassa (architetti ed ingegneri) e circa 2.700 alla Cdc (dottori commercialisti).
L’esonero dei versamenti dovuti nel 2021 dai professionisti (introdotto dalla Legge di Bilancio per l’anno in corso, e modificato con il successivo decreto Sostegni, a febbraio, ndr) e’ una misura che punta ad aiutare chi abbia avuto un contrazione delle entrate a causa della pandemia ed e’ forte di una dotazione complessiva di un miliardo di euro; il beneficio puo’ essere richiesto da chi, con un reddito inferiore ai 50.000 euro, abbia subito nel 2020 un calo del fatturato, o dei corrispettivi, pari almeno al 33%, rispetto a quanto dichiarato nel 2019. Tra i ‘paletti’ della norma c’e’ la necessita’ di dimostrare di essere in regola con i versamenti pregressi. E oggetto dell’esonero sono il contributo soggettivo e quello di maternita’, ma non l’integrativo (la percentuale a carico del cliente del professionista). (ANSA)
