“Non voglio parlarvi del mio dolore che è immenso, ma della mia speranza. Voglio invitare tutti a volgere lo sguardo alle cose che durano per sempre, non fermiamoci al materiale, in un attimo, in uno scoppio tutto è andato via, è svanito nel nulla. Giuseppe era tutto per me”. Lo ha detto Eliana, la moglie e madre delle due figlie di Giuseppe Carmina, una delle vittime della strage di Ravanusa, in un messaggio al termine dei funerali delle vittime della strage di via Trilussa a Ravanusa.
“Ma Gesù – ha aggiunto – ci ha inondato della sua grazia, è arrivata una forza sovraumana, una serenità interiore che solo Dio può dare. La casa è diventata vuota, le nostre bambine piangono e il letto è diventato grande. Giuseppe e i suoceri ci mancano, la croce è pesante però con Cristo tutto diventa più leggero e non maledico Dio, continuo a benedirlo e a ringraziarlo perché ho la viva certezza che Giuseppe e i miei suoceri sono in Cristo in un posto migliore di questo.
Il mio Peppe non è in quella bara, lui vive per sempre. Oggi compiva il compleanno e oggi è nato in Cristo. Voglio ricordare una frase: ‘Siamo nati e non moriremo mai più’. Che questa sia la certezza per tutti voi che portate questa sofferenza come me. A loro non portate fiori che marciranno come i loro corpi ma offrite la cosa più preziosa che sono le vostre preghiere, la comunione e la messa”.

