Palermo aspira a diventare capitale del libro

Mentre diminuisce sempre più l’abitudine alla lettura e le librerie attraversano un momento di grande sofferenza, Palermo si propone come modello di sostegno della promozione del libro e della cultura. Con una serie di iniziative e di proposte può aspirare a essere la “capitale del libro e della lettura”. L’idea è affiorata nel confronto, coordinato da Nicola Macaione, che ha dato vita agli “Stati generali delle librerie” promossi dall’associazione dei librai italiani (Ali Confcommercio) presieduta da Paolo Ambrosini. Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio siciliana, ha messo il titolo di capitale del libro in relazione con la rete di iniziative tra cui la “Marina di libri”, la “Via dei librai”, la “Strada degli scrittori”, il “Festival delle letterature migranti”. Sono iniziative che hanno cercato di fronteggiare la crisi del settore con strategie legate alla ibridazione dei linguaggi con la quale si mira a coinvolgere un pubblico giovanile più orientato verso l’uso di tablet e smartphone. A Palermo si è pure sperimentato un nuovo rapporto tra il libro e lo spazio urbano. Tante iniziative hanno spinto un processo di “rigenerazione urbana” che da un lato ha generato nuove forme dell’offerta libraria e dall’altro ha dato alle librerie una funzione di presidio del territorio come “sollecitatori di attività culturali”. Questo nuovo progetto ha unito in un’ottica mediterranea gli operatori, i librai, gli editori e le istituzioni (la Regione ma soprattutto il Comune) diventati protagonisti di un “patto per la lettura” e della rinascita culturale della città. (ANSA)