21 Febbraio 2024
Agrigento e ProvinciaCultura & Società

Eraclea Minoa, valorizzazione teatro greco: team di Francesco Cellini vince concorso internazionale

Francesco Cellini – con Maria Margarita Segarra Lagunes, Nicola Giuseppe Vincenzo Piazza, Abgroup ingegneria, Emmevi, Vamirgeoind e Giulia Piazza – si aggiudica il concorso, indetto dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, per la valorizzazione del teatro greco di Eraclea Minoa e delle aree circostanti. La graduatoria definitiva è stata pubblicata il 15 gennaio. La notizia è riportata sul sito www.professionearchitetto.it, che spiega:

“I concorrenti erano stati chiamati a progettare una copertura per proteggere i resti dell’antico teatro di Eraclea dal vento, dalla pioggia, dalla salsedine e dall’acqua di risalita, nonché a prevedere un appropriato intervento di restauro. Al progetto era anche richiesto di contribuire a valorizzare l’intero contesto archeologico e paesaggistico, anche andando a individuare percorsi accessibili a tutti. Il luogo è suggestivo e di grande valore; delicatissima e di grande responsabilità la soluzione progettuale ricercata dalla committenza per preservare l’antico teatro, che inevitabilmente deve ben calibrare il rapporto tra resti antichi e modernità, affrontando una problematica che è archeologica, architettonica e di conservazione”.

La struttura primaria e secondaria

«La struttura progettata per il teatro, dall’armonico rapporto con l’ambiente e il sito archeologico – afferma la commissione -, riesce a proteggere la cavea dagli agenti atmosferici (pioggia, vento), non precludendone la fruizione visiva e l’accessibilità, e risulta essa stessa resistente agli eventi meteorici e di agevole manutenzione essendo calpestabile e raggiungibile in tutte le sue parti. Ottimale, e illustrata in modo esaustivo, appare la soluzione proposta per lo smaltimento delle acque meteoriche che sfrutta la conformazione della copertura». La soluzione della copertura per il teatro si lega a all’idea di paesaggio: «Si è voluto ricreare – spiegano i progettisti nella relazione tecnica – un luogo ampiamente condiviso con il contesto paesaggistico, fruibile in tutte le sue parti, utilizzabile come tetto giardino e come riparo per la salvaguardia del monumento».

Vista dell’area di ingresso e dell’Antiquarium

La copertura – si legge su www.professionearchitetto.it dove sono stati pubblicati anche i grafici del progetto – prende la forma di una cavea verde, «pensata come struttura totalmente reversibile e segnando la continuità tra il fascino delle rovine nell’idea dei viaggiatori europei del Settecento e la necessità di dialogare con gli elementi del paesaggio e del territorio costiero. Il teatro ellenistico rimane visibile sia dalla quota del tetto giardino, attraverso un lucernario opportunamente schermato per mitigare l’azione dei raggi UV, che ne percorre la forma circolare in sommità, sia alla quota dell’orchestra ellenistica, da cui si accede ai resti archeologici, al di sotto della copertura. La soluzione adottata per tale struttura – spiegano sempre i progettisti – consente di godere del paesaggio circostante all’interno del tetto giardino, dove nella parte più bassa sono disposte tre file di gradinate per complessivi 200 posti, che offrono ai visitatori l’opportunità di presenziare ad eventuali spettacoli all’aperto tramite il montaggio di strutture temporanee».

“Il progetto – conclude l’articolo – prevede, inoltre: la sistemazione degli ingressi all’area archeologica e all’area del parcheggio; la sistemazione funzionale del nucleo d’ingresso con uffici, servizi e Antiquarium; la razionalizzazione e l’incremento dei percorsi di visita. Sistemazioni viabilistiche e paesaggistiche, pensate ad hoc, serviranno a mitigare fortemente l’impatto del vento”.