La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento nei confronti di tre persone accusate di aver manipolato la gara d’appalto per i lavori di manutenzione straordinaria della strada “Mosella”, importante arteria di collegamento del territorio agrigentino.
Il provvedimento, disposto su richiesta della Procura della Repubblica, ha portato agli arresti domiciliari due imprenditori e alla sospensione dall’incarico di Direttore dei Lavori un ingegnere coinvolto nella vicenda. La misura interdittiva impedisce al professionista di ricoprire tale ruolo in qualsiasi procedura di appalto pubblico a lui assegnata.
Secondo l’ipotesi accusatoria emersa dalle indagini della Squadra Mobile di Agrigento, i due imprenditori avrebbero costituito una società formalmente intestata a prestanome, ma di fatto da loro controllata e gestita. L’obiettivo sarebbe stato quello di aggirare le normative antimafia e le disposizioni a tutela della concorrenza negli appalti pubblici. Gli indagati avrebbero inoltre alterato la procedura di gara attraverso un accordo collusivo, presentando offerte tramite società riconducibili a loro, compromettendo così la libera concorrenza e pilotando l’esito della selezione.
Le indagini hanno fatto emergere anche un presunto sistema di pressioni durante la fase esecutiva dei lavori. L’ingegnere incaricato della direzione avrebbe ritardato deliberatamente l’adozione di atti amministrativi e l’avvio di alcune lavorazioni previste dal contratto. Secondo gli inquirenti, questi ritardi sarebbero stati utilizzati come leva per indurre gli imprenditori a conferire un incarico di consulenza contabile a un parente del professionista, con compensi legati agli importi dei lavori contabilizzati.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dopo gli interrogatori preventivi svoltisi il 13 e 14 luglio, e si basa sui gravi indizi di colpevolezza raccolti durante le indagini. Come precisato dalla Procura, le responsabilità penali definitive saranno accertate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro dei controlli sulla regolarità degli appalti pubblici e sulla trasparenza delle procedure di affidamento, settori particolarmente sensibili per la prevenzione di infiltrazioni criminali e fenomeni corruttivi. I reati contestati includono trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
