Il 4 settembre 2026, a Barcellona Pozzo di Gotto, è stato costituito presso un notaio il Comitato di scopo denominato “Articolo 23 mai più! Sicilia”, organismo nato con l’obiettivo di tutelare i dipendenti pubblici degli enti locali e regionali siciliani interessati. “Il comitato si propone di ottenere il riconoscimento dei contributi previdenziali relativi al periodo compreso tra il 1989 e il 1995”, si legge in una nota. Durante l’incontro costitutivo sono state definite le cariche del consiglio direttivo.
L’obiettivo: il riconoscimento dei contributi previdenziali
Alla presidenza sono stati nominati Gaetano Aiello, di Casteldaccia, in provincia di Palermo, e Gianni Savoca, di Milazzo, in provincia di Messina. I vicepresidenti sono Daniele Maccarrone, di Catania, e Pietro Martinez, di Trapani. Il ruolo di segretario è stato affidato a Carmelo Buttafuoco, di Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, mentre Gaetano Turturici, di Trabia, in provincia di Palermo, ricoprirà l’incarico di tesoriere. La carica di vice tesoriere sarà assegnata in un secondo momento. Tra i membri costituenti figurano inoltre Loredana Privitera, di Enna, Rosalba Infantino, di Siracusa, Angelo Presti, di Caltanissetta, e Giuseppe Mirasolo, di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani.
Raccolta firme per proposta di legge e ampliamento della rete
Con la costituzione formale dell’organismo prenderanno ufficialmente il via i lavori per la proposta di legge di iniziativa popolare. Il comitato avvierà la raccolta delle firme necessarie alla presentazione del testo e promuoverà relazioni e incontri con i comitati costituiti nelle altre Regioni italiane interessate. Tra gli obiettivi delle prossime attività rientra anche “l’ampliamento della rete attraverso l’adesione di soci sostenitori e la raccolta delle quote associative, destinate a sostenere il comitato e il percorso avviato in Sicilia”.
La bozza di legge punta al riconoscimento dei contributi per i lavoratori ex articolo 23
La bozza di proposta di legge prevede, in sintesi:
- il riconoscimento della contribuzione previdenziale figurativa per i periodi compresi tra il 1989 e il 1995;
- l’estensione del beneficio sia ai soggetti disoccupati sia agli inoccupati che hanno partecipato ai progetti di utilità collettiva previsti dall’articolo 23 della legge n. 67 del 1988;
- l’accredito dei contributi sulla base delle indennità effettivamente percepite durante la partecipazione ai progetti;
- la possibilità di ottenere il riconoscimento presentando una certificazione dei Centri per l’impiego oppure documentando l’inserimento nei successivi lavori socialmente utili;
- l’obbligo per gli enti previdenziali di registrare la contribuzione ai fini del diritto alla pensione e del calcolo del suo importo;
- la possibilità di riscattare o ricongiungere i periodi contributivi, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
L’obiettivo è superare la disparità tra chi percepiva già un’indennità di disoccupazione, beneficiando della contribuzione figurativa, e chi, pur avendo svolto le stesse attività, era considerato inoccupato e non ha maturato una copertura previdenziale equivalente.
La bozza prevede inoltre che la misura sia finanziata dallo Stato o dalle Regioni. La relazione tecnica precisa, tuttavia, che il riscatto sarebbe legato alle richieste degli interessati e che i relativi oneri, secondo le ipotesi indicate, potrebbero gravare sui soggetti che scelgono di riscattare i periodi.
