Corruzione, terremoto a Casteldaccia: arrestati sindaco, due assessori e due funzionari comunali

I carabinieri hanno arrestato il sindaco dl Comune di Casteldaccia, in provincia di Palermo, il suo vice, un assessore e due funzionari comunali. L’accusa è di corruzione, falso materiale e ideologico e abuso di ufficio. Dalle indagini è emerso che gli amministratori avrebbero chiesto agli imprenditori soldi e assunzioni di parenti e amici. Accertate decine di casi di corruzione fino a quest’estate. Ai domiciliari sono finiti il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto, il suo vice Giuseppe Montesanto, l’assessore Marilena Tomasello, il funzionario Rosalba Buglino e un geometra dell’ufficio tecnico, Salvatore Merlino. Oltre ai cinque arrestati sono indagate altre persone, fra cui gli imprenditori e i commercianti che hanno pagato i politici e i funzionari comunali di Casteldaccia.

Dalle indagini è emerso come il modus operandi corruttivo fosse consolidato da oltre 2 anni, con lavori e appalti in cambio di assunzioni e in qualche caso anche di denaro. L’indagine della Procura di Terminie Imerese è stata avviata dopo la tragedia costata la vita nel novembre del 2018 a nove persone per un’alluvione. Il primo cittadino di Casteldaccia avrebbe esercitato il proprio potere siglando un accordo di partenariato tra l’amministrazione comunale ed una cooperativa, dietro la promessa d’impiego all’interno della cooperativa, come volontari del servizio civile nazionale del 2018, alcune persone indicate dallo stesso sindaco e dai due assessori.

Questi ultimi due si sarebbero spesi, da un lato, per convincere il sindaco a sottoscrivere l’accordo di partenariato in tempi brevi, tali da garantire la possibilità alla cooperativa di allegare la sottoscrizione del partenariato ad una domanda finalizzata ad ottenere contributi pubblici dell’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro; e dall’altro collaborando nella predisposizione della documentazione necessaria per l’accordo di partenariato, anche tramite contatti presso l’assessorato. In un episodio, il sindaco avrebbe favorito una società incaricata del servizio di raccolta differenziata in cambio dell’assunzione di alcuni lavoratori alle dipendenze della stessa società. La funzionaria Buglino, nonostante non avesse più competenza in materia edilizia, avrebbe curato con l’aiuto del geometra Merlino, due pratiche edilizie per il rilascio di sanatorie dietro la corresponsione di soldi da parte di privati, predisponendo documentazione falsa finalizzata all’esito positivo del procedimento.  (askanews)