Caro bollette, Federconsumatori Sicilia: ”Povertà energetica rischio concreto per famiglie”

“La povertà energetica, cioè la situazione in cui un cittadino non ha abbastanza soldi per pagare le bollette derivanti da un consumo minimo essenziale di energia, è un rischio concreto per sempre più famiglie siciliane”. A lanciare l’allarme con l’Adnkronos è Alfio La Rosa, presidente regionale di Federconsumatori Sicilia, alla ‘vigilia’ del boom di aumenti, dal costo del gas a quello dell’elettricità. “Le famiglie siciliane che, a causa del Covid non vengono certo da un periodo di vacche grasse, hanno già sperimentato i primi effetti di una stangata a causa dell’aumento del prezzo dei carburanti alla pompa – avverte La Rosa -. Ancor più la subiranno a inizio dell’anno prossimo, quando i fornitori di luce e gas potranno effettuare gli aumenti delle tariffe”.  La legge prevede, infatti, che il fornitore debba dare un preavviso minimo di tre mesi al cliente. “I primi preavvisi sono arrivati già a fine settembre e inizio ottobre – sottolinea il numero uno di Federconsumatori Sicilia – e i rincari veri e propri arriveranno in bolletta a febbraio-marzo 2022, cioè quando verranno emesse le fatture di gennaio-febbraio”. Una nuova doccia fredda per famiglie e imprese che già da settembre fanno i conti con una continua corsa al rialzo dell’inflazione.

“A novembre si è attestata al +3,8 per cento su base annua, il livello più alto mai registrato dal settembre del 2008″, ricorda La Rosa, che snocciola i dati. “I rincari delle bollette, gli aumenti dei prezzi delle materie prime e, conseguentemente, dei prodotti al consumo, complessivamente, pesano su ogni famiglia per +1.132,40 euro annui – dice -. Gli aspetti che preoccupano maggiormente sono i forti rincari su beni primari quali energia elettrica, gas, carburanti e alimentari: secondo le nostre stime i rincari dovuti a tali voci ammontano ad oltre 551,65 euro annui”. Ecco perché Federconsumatori Sicilia invoca da parte delle autorità competenti “attenti monitoraggi e controlli sull’andamento dei prezzi per scongiurare fenomeni speculativi e operazioni di cartello”. “Un’impennata simile dei prezzi – avverte La Rosa – non potrà che influire negativamente sui consumi natalizi. Come ogni anno, infatti, gran parte degli importi saranno erosi dalle numerose scadenze di dicembre, nonché dall’insostenibile aumento dei prezzi”. Secondo uno studio dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, quest’anno della tredicesima ben poco rimarrà nelle tasche di lavoratori e pensionati, meno del 10 per cento. A mandare in fumo la tredicesima ci penseranno bollette e utenze peseranno per il 24,30 per cento, rate e mutui per il 26,10 per cento, tasse per il 16,10 per cento, assicurazione auto per il 14,20 per cento, aumento dei prezzi per il 9,60 per cento. (Adnkronos)