“Basta con la prepotenza di Siciliacque. Basta ricatti. Dia ai cittadini tutta l’acqua di cui hanno bisogno per affrontare la stagione estiva”. È quanto chiede il sindaco di Sciacca Fabio Termine in una lunga dichiarazione che di seguito si riporta: “Non possiamo più accettare che sulla pelle dei cittadini della provincia di Agrigento si continui a giocare una partita fatta di pressioni, minacce e ricatti istituzionali. Dopo una stagione piovosa straordinaria, con invasi finalmente pieni d’acqua, dopo che i siciliani hanno assistito allo spreco di oltre 100 milioni di euro per la realizzazione e l’attivazione di due dissalatori dai costi di gestione enormi, oggi ci ritroviamo ancora una volta davanti all’ennesima scelta incomprensibile da parte di Siciliacque.
Nonostante la disponibilità d’acqua presente negli invasi e nonostante l’imminente aumento dei consumi legato alla stagione estiva, Siciliacque ha deciso di non incrementare l’erogazione idrica destinata ai comuni della provincia di Agrigento. Una decisione gravissima, che rischia di far ripiombare il nostro territorio nell’emergenza proprio nel momento in cui cittadini, imprese e operatori turistici hanno bisogno di certezze e programmazione. È inaccettabile! È inaccettabile soprattutto dopo l’accordo siglato con AICA per il rientro del credito da 20 milioni di euro. È inaccettabile dopo il grande lavoro di risanamento portato avanti dalla Direzione Generale e dal Consiglio di Amministrazione di AICA, che sta finalmente riportando in equilibrio i conti dell’azienda.
Ma soprattutto è inaccettabile perché questa terra aveva scelto una strada chiara: quella della gestione pubblica dell’acqua. I cittadini hanno votato per l’acqua bene comune e non merce, prodotto su cui far soldi. E invece oggi ci ritroviamo con gli acquedotti siciliani nelle mani di Siciliacque, una società partecipata al 25% dalla Regione Siciliana che continua a esercitare una posizione dominante nei confronti di intere comunità. Non si può pensare di affrontare l’estate senza garantire un aumento delle forniture idriche ai comuni della provincia di Agrigento. Non si può utilizzare l’acqua come strumento di pressione finanziaria. Questo non è soltanto immorale: è delittuoso.
Per questo rivolgo un appello forte a tutti i sindaci della provincia: serve una presa di posizione unitaria e senza ambiguità. Chiedo alla deputazione regionale di intervenire immediatamente. Chiedo al Governo regionale di assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questa situazione e di impedire che si consumi l’ennesima estate di emergenza e mortificazioni”. Il sindaco Fabio Termine annuncia che questa mattina invierà una richiesta al presidente dell’ATI per chiedere la convocazione urgente dell’assemblea dei sindaci alla presenza dei deputati: “Il diritto all’acqua viene prima di qualsiasi logica finanziaria”.
