Scala dei Turchi, dopo i crolli divieto di accesso in un’area del versante Ovest

“La Scala dei Turchi rimane fruibile seppure con alcune limitazioni. Nei giorni scorsi, a causa delle forti precipitazioni avvenute nel mese di novembre e dell’azione degli agenti esogeni (vento, acqua, sbalzi termici, ecc.) che in maniera del tutto naturale agiscono sul paesaggio, specie nelle aree più esposte, è avvenuto, alla Scala dei Turchi, il crollo di modeste quantità di detriti e rocce. Tale fenomeno ha interessato soltanto una parte limitata della zona ovest della falesia, dove già il camminamento era abbastanza stretto.

Dopo un’attenta valutazione, al fine di scongiurare pericoli per la pubblica incolumità, abbiamo deciso, di concerto con l’ufficio di protezione civile comunale, di interdire un breve tratto della falesia. Ciò non limita la fruizione del bene che rimane, quasi nella sua interezza, libero da interdizioni. Mi preme sottolineare che le cause del fenomeno sono del tutto naturali e che quell’area, negli ultimi cinquant’anni, non è stata interessata da fenomeni di cementificazione o di deviazione delle acque meteoriche”. Lo ha scritto su Facebook il sindaco di Realmonte Lillo Zicari condividendo l’ordinanza di interdizione e la relativa planimetria.

 A lanciare l’allarme, documentando con foto e video, per i distacchi e’ stata l’associazione ambientalista MareAmico: “L’eccessiva cementificazione tutto intorno ha modificato il normale deflusso delle acque meteoriche e poi l’esagerata frequentazione dei luoghi ha fatto il resto – ha spiegato Claudio Lombardo, responsabile di MareAmico – Ormai sono anni che documentiamo l’abbandono di questo luogo candidato a patrimonio dell’Unesco. Occorre un’operazione di responsabilita’: va interdetto il versante ovest che si affaccia su lido Rossello – lancia un appello MareAmico -. Ed urge una programmazione e una seria gestione del sito con il contingentamento delle presenze”. La Scala dei Turchi richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con una importante ricaduta sull’aspetto turistico e di conseguenza economico dell’intero Agrigentino.

“Siamo intervenuti e torneremo a farlo. La natura geologica della roccia, pare che non ci aiuti. Dobbiamo capire quanto questo fenomeno di sgretolamento sia compatibile con l’uso e con l’occupazione di quell’area da parte dei bagnanti e dei turisti”. Lo ha detto, in merito ai distacchi verificatisi alla Scala dei Turchi a Realmonte, il presidente della Regione, Nello Musumeci, nei giorni scorsi ad Agrigento dove ha incontrato il personale regionale negli uffici del Genio civile, della Soprintendenza ai Beni culturali e della Protezione civile. “Per 30, 40, 50 anni, il territorio e’ rimasto un argomento tabu’. Stiamo spendendo centinaia di milioni di euro, serviranno 2 miliardi almeno per poter tentare di mettere in sicurezza il territorio dell’isola – ha spiegato Musumeci – Per il dissesto idrogeologico facciamo 2, 3 gare d’appalto al giorno, pero’ non basta. Purtroppo non basta”.

Una richiesta di audizione urgente e congiunta nelle commissioni IV (Ambiente) e V (Cultura) e’ stata presentata dai deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Roberta Schillaci e Giovanni Di Caro, per affrontare la situazione della Scala dei turchi, un tratto di costa di particolare pregio ambientale e interesse turistico in provincia di Agrigento, messo a dura prova dalle condizioni meteo avverse dell’ultimo periodo. “La Scala dei turchi – ricordano Schillaci e Di Caro – e’ soggetta ad erosione naturale che ne mette continuamente a rischio la sicurezza per i bagnanti e i molti turisti che qui si recano perche’ rappresenta una delle piu’ belle attrazioni della Sicilia. Bisogna intervenire innanzitutto per chiarire il contenzioso sulla proprieta’ tra Comune e privati, oltre che per salvaguardare il bene e metterlo in sicurezza con adeguate prescrizioni e vigilanza per regolare il transito dei visitatori, in particolare nei punti soggetti a frane. Un piccolo comune come Realmonte non ha le risorse per sobbarcarsi la tutela del bene. Riteniamo che l’audizione possa essere una determinante occasione di confronto tra i soggetti che abbiamo chiesto siano presenti: gli assessori regionali Cordaro (Ambiente e Territorio) e Grasso (Autonomie locali), il presidente della Regione Musumeci in quanto assessore ad interim ai Beni culturali, il dirigente generale del dipartimento Ambiente, Battaglia, il delegato per Agrigento dell’associazione Mareamico, Lombardo, e il sindaco di Realmonte, Zicari”.