L’Assemblea regionale siciliana questo pomeriggio ha approvato l’assestamento e il rendiconto 2018 della Regione. Un via libera arrivato dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto legislativo che autorizza la Regione siciliana al ripiano in dieci anni del disavanzo 2018. La norma ha dunque consentito oggi di approvare l’assestamento, in linea con le risultanze della parifica, oltre che alleggerire il ripiano del disavanzo nel 2020, 2021 e 2022. Via libera oggi anche all’articolo che proroga fino al 31 dicembre 2020 i contratti dei 5.200 precari Asu. A stemperare il clima d’Aula la decisione del governo Musumeci di dare agli uffici finanziari le linee-guida per l’elaborazione dell’esercizio provvisorio per due mesi, che verra’ approvato a Palazzo Orleans entro fine anno per poi essere trasmesso all’Ars che dara’ il via libera a gennaio. Le direttive prevedono la garanzia del pagamento di tutti gli stipendi e l’applicazione di apposite formule per il recupero di eventuali mensilita’ di stipendi pregressi.
“Abbiamo votato contro un assestamento di Bilancio che ha messo in evidenza tutti i gravi errori contabili, finanziari ed amministrativi del governo Musumeci. Si continua ad andare avanti a tentoni, senza una strategia ne un indirizzo politico. Se non fosse stato per il senso di responsabilita’ del governo nazionale, che pochi giorni fa ha permesso la spalmatura del disavanzo, oggi avremmo una Regione ad un passo dal fallimento”: lo dicono i parlamentari del gruppo Pd. “Abbiamo inoltre espresso la nostra piu’ ferma contrarieta’ alla scelta del governo di non utilizzare i 27 milioni di euro inizialmente accantonati, dando cosi’ un ulteriore colpo a diversi settori, a cominciare dal mondo dell’agricoltura, del lavoro, della cultura e dello sport”, aggiungono. Per il M5s “Il governo finora non ha messo in piedi una riforma che sia una per cambiare l’andazzo corrente e cercare di invertire la tendenza che ha determinato l’attuale enorme disavanzo che ha spinto la Sicilia sull’orlo del baratro, evitato solo grazie all’intervento del governo nazionale”. “Non abbiamo votato contro – dicono i parlamentari 5 stelle – per puro senso di responsabilita’. Ma non potevamo andare oltre. Questo esecutivo, pesantemente bacchettato dalla Corte dei conti, continua a confermarsi totalmente inadeguato e senza bussola. Aspettiamo di vedere le riforme che ha promesso allo Stato, anche se, sinceramente, ci crediamo molto poco”. Infine, Angela Foti e’ la nuova vicepresidente dell’Ars: la deputata pentastellata subentra al collega di partito Giancarlo Cancelleri dimessosi dopo la nomina a viceministro alle Infrastrutture. (AGI)

