“Avevo e ho un sogno: pacificare la città di Agrigento”. Inizia così la dichiarazione dell’avvocato Dino Alonge, candidato sindaco di Agrigento al ballottaggio, in una lettera aperta ai cittadini e a Giuseppe Di Rosa, che oggi ha ritirato il sostegno alla sua candidatura.
Solidarietà a Di Rosa e condanna per l’accaduto
“Apprendo con amarezza e tristezza quanto accaduto oggi all’interno del Palazzo di Città, che appartiene a tutti gli agrigentini”, dichiara Alonge. “Esprimo la mia solidarietà a Giuseppe, a sua moglie e alle sue figlie, e lo faccio con le lacrime agli occhi”. Il candidato sindaco definisce l’episodio “indegno in generale, ma ancor più grave durante una campagna elettorale che, in un Paese democratico, dovrebbe essere occasione di confronto civile e rispettoso”. Alonge punta il dito contro chi ha “un unico scopo: avvelenare questa città. I loro non sono sorrisi; li ho visti per strada, sono ghigni. Rifiuto e non accetto questo modo di fare politica”.
L’appello al centrodestra
“Non mi piegano, non mi fermano: mi rendono ancora più determinato”, afferma Alonge, che lancia un appello “a tutte le forze del centrodestra e a tutti gli agrigentini che lavorano, che si impegnano, che non odiano, che pensano a costruire e non a distruggere”. “Mi rivolgo a tutte le forze del centrodestra, nessuna esclusa: è arrivato il momento della ragione e della consapevolezza”, prosegue il candidato. “Viviamo un momento storico particolare e dobbiamo comprenderlo tutti. Io sto dalla parte della città, non dell’odio. Voglio cambiare Agrigento, non distruggerla”.
“Agrigento non può morire”
Alonge rivendica il “dovere morale e politico di non consegnare la città a chi non potrà mai governarla, né per esperienza personale né per capacità politica”. E aggiunge: “Agrigento non può morire. È dovere di tutti coloro che amano questa città andare a votare liberamente”. Il candidato sindaco conclude con un messaggio personale a Giuseppe Di Rosa: “Sei stato mio amico per tanti anni e lo rimarrai per sempre. Ti abbraccio con affetto e concludo dicendo che nessuna delle tue battaglie sarà stata vana. Agrigento farà tesoro della tua esperienza”. “Andiamo al voto da uomini liberi, da gente che lavora, da gente che costruisce una città migliore, una città che sia davvero nostra”, chiude Alonge.
