22 Febbraio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Mafia, Cosa nostra italo-canadese radiografata dalla Dia: occhi puntati su Montreal

“In Canada, la presenza di organizzazioni criminali di origine italiana sarebbe essenzialmente riconducibile alle rilevanti opportunità economico – finanziarie offerte dal Paese, nonché alla vigenza di strumenti normativi che non sempre consentono di contrastare il fenomeno mafioso. Cosa nostra canadese risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) ed in altre aree del territorio, tra le quali le province della British Columbia e quella di Alberta ove, oltre alla cocaina, verrebbero movimentati eroina e precursori provenienti dalla costa dell’Oceano Pacifico. Tale organizzazione, inoltre, riciclerebbe gli ingenti patrimoni ricavati nei settori della ristorazione, della sicurezza privata, dell’edilizia, dell’usura e nella gestione e trattamento dei rifiuti”.

È quanto si legge, a proposito della mafia italo-canadese, nella relazione della Dia, relativa al secondo semestre 2017, illustrata nelle scorse settimane in Parlamento. La relazione prosegue: “Allo scopo di contendere, in particolare alla ‘ndrangheta, il controllo del traffico e dello spaccio di stupefacenti sul territorio, si avvarrebbe, nella zona di Montreal, della collaborazione di bande criminali di motociclisti denominate Hells Angels. La ‘ndrangheta, benché di più recente insediamento nel territorio canadese rispetto a cosa nostra, rappresenterebbe, comunque, l’organizzazione delinquenziale preminente nella gestione e nel reinvestimento di capitali di origine illecita. In Canada, la presenza della ‘ndrangheta è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle salde ramificazioni in Europa, sud America ed USA.

Altri soggetti, sempre collegati alla ‘ndrangheta canadese operante ad Ottawa, sarebbero coinvolti in traffici di droga con la Repubblica Dominicana. Vi sarebbero, altresì, collegamenti funzionali fra locali calabresi e locali canadesi che assicurerebbero, proprio in Canada, importanti appoggi strutturali. Anche in questo caso, nel semestre sono proseguiti frequenti interscambi info-operativi con il collaterale canadese. L’ordinamento canadese non prevede un’autonoma figura di reato di pericolo, in questo caso definito dalla cultura giuridica italiana “reatomezzo”, quale il vincolo associativo di matrice mafiosa ex 416 bis C.P., che costituisce fattispecie autonomamente perseguibile. La punibilità del vincolo si realizza invece, in quell’ordinamento, solo se collegata all’accertata commissione di reati, perpetrati quale estrinsecazione dei fini associativi”.

Questa invece la relazione della Direzione Investigativa Antimafia sulla mafia italo-canadese relativa al primo semestre 2017: “Il Canada, al pari degli Stati Uniti d’America, risulta fortemente segnato dall’operatività dei sodalizi mafiosi italiani. Cosa nostra, in particolare, si conferma una realtà fortemente radicata e in collegamento con le omologhe diramazioni americane. Le attuali dinamiche criminali risultano caratterizzate da un’accesa conflittualità interna, in più occasioni sfociata in eventi omicidiari che sarebbero il segnale di perduranti frizioni, verosimilmente legate alla lotta per il controllo del settore degli stupefacenti. Tale faida potrebbe generare riflessi anche sul territorio della provincia di Agrigento, atteso che alcuni accoliti del clan Rizzuto (di Cattolica Eraclea, ndr) potrebbero lasciare quel Paese (in particolare l’area del Quebec) per rifugiarsi nei territori di origine. Da diversi anni si registra un sovvertimento degli equilibri di forza tra cosa nostra e ‘ndrangheta, a favore di quest’ultima, che si starebbe sostituendo ai rivali siciliani nel controllo del traffico e dello spaccio di stupefacenti. Allo stesso tempo, la ’ndrangheta sarebbe altrettanto attiva nel riciclaggio e nel reimpiego di capitali illeciti. Sul piano organizzativo, le inchieste concluse nel recente passato, tra le quali la nota “Crimine”, hanno evidenziato l’esistenza di un organismo di vertice dell’organizzazione calabrese nella città di Toronto, area di Woodbridge, nonché l’operatività di diverse locali, tra cui quella di Thunder Bay nell’Ontario.

Importanti insediamenti vengono segnalati anche a Montreal. Le locali canadesi assicurerebbero, inoltre, alle cosche calabresi appoggi strutturali funzionali al riciclaggio dei proventi illeciti e al traffico di stupefacenti. I carichi di cocaina prodotta in Colombia passerebbero attraverso il Venezuela, per il successivo transito verso gli U.S.A. ed il Canada. Nel Paese sono inoltre attive diverse bande di Hells Angels, gruppi criminali autoctoni, in più occasioni entrati in affari con le consorterie mafiose italiane. Sul piano normativo, si evidenzia che l’ordinamento canadese non prevede un’autonoma figura di reato di pericolo, in questo caso definito dalla cultura giuridica italiana “reato-mezzo”, quale il vincolo associativo di matrice mafiosa ex 416 bis c.p., che costituisce fattispecie autonomamente perseguibile. La punibilità del vincolo si realizza invece, in quell’ordinamento, solo se collegata all’accertata commissione di reati, perpetrati quale estrinsecazione dei fini associativi. Ciò rende, talvolta, difficilmente realizzabili attività di indagini congiunte tra Italia e Canada, se non in presenza di reati accertati, mentre rimane costantemente alimentato l’interscambio info-operativo con il Paese in esame”.