Fiasconaro: dolci ricavi volano verso i 21 mln nel 2019, ora punta sulla Cina

Una progressione costante del fatturato, dai 15 milioni del 2017 ai 18 dello scorso anno, con una stima di 21 milioni per i l2019. E all’orizzonte il mercato asiatico e l’apertura di store internazionali. Sono mesi di grande fermento in casa Fiasconaro, azienda leader nella produzione di dolci da forno artigianali tipici della tradizione siciliana. Il Sole 24 Ore Radiocor ne ha parlato con Nicola Fiasconaro, che insieme con i fratelli Martino e Fausto, guida l’azienda fondata nel 1953 dal padre Mario a Castelbuono (Palermo) nel cuore del Parco delle Madonie. Nel 2017 il 18% del valore della produzione era da addebitare al mercato estero; gia’ l’anno successivo l’export era salito al 20 per cento. Canada, Francia, Stati Uniti, Germania e Inghilterra i Paesi con le maggiori quote di mercato. Ora si punta sulla Cina. “Noi siamo pasticcieri, siamo artigiani, pero’ quel mondo ci affascina”, commenta Fiasconaro. “Trasmettere l’eleganza culinaria a un popolo cosi’ distante dal nostro – per me che rappresento la Sicilia – e’ intrigante e ci inorgoglisce”.

Intanto prosegue la partnership con gli stilisti Dolce & Gabbana. Il sodalizio tra le due aziende si e’ gia’ rivelato vincente con la commercializzazione del panettone rivisitato ai sapori di Sicilia, nelle versioni pistacchio ricoperto di cioccolato bianco e agrumi e zafferano, custoditi in scatole di latta da collezione, ispirati ai motivi decorativi del carretto siciliano e ai personaggi dell’Opera dei Pupi. Quest’anno la gamma si arricchisce del Panettone tradizionale con vino perpetuo Vecchio Samperi di Sicilia, del Panettone alle castagne glassate e Gianduia e delle cremine al pistacchio di Sicilia, alle mandorle e al cioccolato di Sicilia. E’ stato invece rimandato al prossimo anno il lancio di una linea destagionalizzata, in cui dovrebbero rientrare frutta Martorana e un cioccolatino nato dall’incontro tra la cioccolata di Sicilia e la pregiata nocciola di Polizzi Generosa.

Per la piccola azienda siciliana incastonata tra le Madonie arrivano le prime manifestazioni d’interesse da parte di alcune finanziarie e si valuta l’apertura di store internazionali e non. “Quando decideremo di lanciare i primi shop specializzati sulla linea Fiasconaro, il primo sara’ aperto a Milano”, dice il maestro. Intanto l’obiettivo e’ chiudere quanto prima – entro il 2021 – i cantieri di Fiasconaro 2020, per realizzare il primo polo agroalimentare di Sicilia, in cui trasferire l’attivita’ che oggi viene effettuata in undici laboratori sparsi nelle nove Province siciliane. Si pensa anche a un cantiere di tecnologia per la trasformazione agrumicola e a campi sperimentali per la produzione di uva sultanina, oggi importata da Australia e Turchia. Ricerca e innovazione rimangono la stella polare per l’azienda, che sta valutando una serie di Atenei, nazionali e non, con cui attivare dei percorsi di ricerca.

“Il mondo corre – dice Fiasconaro – dobbiamo stare al passo”. Pochi giorni fa Nicola Fiasconaro e’ stato insignito del Premio Telamone 2019, tributato in passato a grandi siciliani quali Leonardo Sciascia, Letizia Battaglia, Andrea Camilleri. “Un grande privilegio”, dice. Il legame con la terra e con la cultura e’ sempre molto forte e dovrebbe portare, nel giro di poco tempo, alla nascita di una Fondazione dedicata al patron della Fiasconaro, Mario. “Un’idea di slancio all’interno di questo incubatore per trasmettere l’animo di Fiasconaro”, dice Nicola. Che conclude: “La Sicilia merita di essere risollevata e tornare a quello che era. Oggi il Mediterraneo e’ un cimitero liquido: la mia utopia e’ rivedere nel Mediterraneo un baricentro di arte, cultura e business”. (RADIOCOR)